| Copertina |
Attore |
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| Vincent Lindon |
Marc
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| Emmanuelle Devos |
Agnès
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| Dettagli del film |
| Titolo originale |
La moustache |
| Genere |
Drammatico; Mistero |
| Regista |
Carrère, Emmanuel |
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| Lingua |
Italiano |
| Durata |
87 min. |
| Nazione |
Francia |
| Colori |
Colore |
| Valutazione IMDB |
6,6 |
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| Trama |
Marc un giorno decide di tagliarsi i baffi. Niente di eccezionale se non fosse per il fatto che li porta sin da quando era ragazzo. Si aspetta quindi che sua moglie Agnes commenti (positivamente o negativamente) il fatto. Invece nulla. Neppure le altre persone del suo entourage sembrano accorgersi del cambiamento. Nel momento in cui si decide a chiedere un parere gli viene detto che la domanda è assurda: lui non ha mai portato i baffi quindi... Inizia così una spirale di presunta follia che coinvolge in modo particolare la coppia. Agnes vuole farlo visitare da uno psichiatra. Lui si convince sempre più o che sia lei a non essere più in sé o che si tratti di un complotto ordito ai suoi danni. Un viaggio ad Hong Kong dovrebbe aiutarlo a fare chiarezza. C'è un certo tipo di cinema francese che va consigliato a una ristretta fascia di pubblico. È un cinema che si avvale di attori davvero bravi e capaci di sostenere situazioni che, con altri al loro posto, sfiorerebbero il ridicolo. In questo caso Vincent Lindon ed Emmanuelle Devos appartengono a quel tipo di interpreti. È un cinema che però si avvita in un intellettualismo raffinato che finisce col creare quesiti tra lo psichico e il metafisico senza l'intenzione di risolverli. È un cinema che ha assolutamente bisogno della lingua con cui è stato concepito, cioè il francese. Da noi invece si doppia e l'effetto in gran parte si vanifica. Se poi si aggiunge che il film, dopo un primo tempo che riesce a costruire un buon livello di tensione, si perde in una peregrinazione hongkonghese che sembra essere messa lì solo per allungarne la durata e farlo passare dal medio al lungometraggio, allora la situazione si complica. Se poi ci aggiungete un titolo italiano assolutamente deviante rispetto all'originale (che è anche il titolo del libro che il regista aveva scritto una ventina di anni fa) il gioco è fatto. Portando a una valutazione che dovrebbe essere doppia: 3 stelle per l'interpretazione, 2 stelle per il risultato complessivo. Per rispetto nei confronti degli interpreti che debbono 'reggere' la storia opteremo per le 3. |
| Dettagli personali |
| Visto |
No |
| Indice |
4562 |
| Stato della collezione |
In collezione |
| Data d'acquisto |
27/04/2014 |
| Posizione |
T1-Drammatici |
| Qualità |
99 |
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| Dettagli del prodotto |
| Formato |
DivX |
| Regione |
Region 1 |
| Nr di dischi/nastri |
1 |
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